A Carbognano esistevano sette confraternite, quella del Santissimo Sacramento, del Rosario, di Santa Lucia, del Gonfalone, di San Giovanni Decollato, di San Filippo Neri, di Santa Maria della Valle e la congregazione di Sant’Anna degli Agonizzanti.
La confraternita di San Filippo Neri
La confraternita di San Filippo Neri venne eretta il 28 luglio del 1627, nell’omonima chiesa, con la denominazione di Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri. Secondo lo statuto, la compagnia doveva avere un rettore, un priore, un governatore del coro, un maestro di cerimonie, un custode della chiesa, un sacrestano, un esattore, un segretario, dei sindaci, degli infermieri e dei cantori. Una delle regole era quella di far regnare tra i confratelli la pace e la carità fraterna. Tra le opere di carità che i membri dovevano compiere, vi era quella di soccorrere e aiutare i poveri infermi e bisognosi negli ospedali o nelle case (come in vita fece San Filippo). Quando un confratello moriva veniva sepolto nella chiesa di San Filippo. Coloro che non erano iscritti alla compagnia, ma volevano comunque essere sepolti nella chiesa, dovevano pagare 80 baiocchi alla congregazione. L’organo era uno strumento essenziale per la liturgia e doveva essere suonato in tutte le festività più importanti. Quelle principali iscritte nello statuto erano la festa di San Filippo e della SS. Trinità. Durante la processione del SS. Sacramento si doveva indossare un sacco. Ad un certo punto la confraternita fu unita proprio a quella del SS. Sacramento ed insieme si decise che ci fossero processioni tutte le prime domeniche di ogni mese, la domenica delle Palme, il martedì Santo, per il Corpus Domini, per l’Ottavario ed il giorno di San Filippo Neri. I confratelli dovevano indossare un sacco di colore rosso, con un cordone ed uno stemma e dovevano partire dalla chiesa di San Filippo, per arrivare a quella di San Pietro. L’abito serviva anche per fare il cosiddetto esercizio delle Quarant’ore, nella chiesa di San Filippo, ogni anno nei giorni 26,27 e 28 dicembre, durante la quale si svolgeva la funzione delle cinque piaghe e si esponeva il Venerabile. Sempre secondo il regolamento poi, la Via Crucis serviva per facilitare ed accelerare il suffragio dei defunti; era una celebrazione pubblica e doveva essere fatta ogni prima domenica del mese, dopo il canto del vespero, nella chiesa di San Pietro. Ogni stazione della Via Crucis aveva lodi e canti propri.
Confraternita di Santa Lucia Vergine e Martire
La Confraternita di Santa Lucia Vergine e Martire fu eretta nell’Oratorio pubblico di S. Lucia nel 1580 e venne aggregata all’Arciconfraternita del Gonfalone a Roma nel 1581, anno in cui venne redatto lo statuto; solo nel 1627 riacquisì l’autonomia. Intorno all’anno 1854 la Confraternita possedeva come patrimonio la cappella dell’Oratorio nel paese di Carbognano, 8 terreni e riceveva vari canoni annualmente. L’abito usato nelle processioni era una veste bianca con un cingolo e una croce greca rossa, su campo azzurro. Gli ufficiali del sodalizio erano 10, un priore, un cappellano e 8 consiglieri. Le funzioni più importanti erano la celebrazione e la partecipazione alla festa di Santa Lucia.
Confraternita del Santissimo Rosario
La Confraternita del Santissimo Rosario venne eretta nell’altare della Chiesa di San Pietro Apostolo a Carbognano, ma non si conosce la data. Durante la prima visita del Monsignor Agostino Mattia Mengacci, del 1854 la congregazione possedeva 6 terreni, una casa, una stalla affittata e riceveva varie entrate annue. La confraternita del SS Rosario festeggiava nel mese di ottobre la Madonna del Rosario.
Confraternita di San Giovanni Battista Decollato
Questa Confraternita era anche chiamata della Misericordia e fu eretta a Carbognano nel 1566, nella Chiesa di Sant’Angelo, che oggi non esiste più e che probabilmente si trovava proprio in Via Sant’Angelo. Quando la chiesa fu demolita perché in rovina, l’associazione venne trasferita presso la Chiesa di Santa Maria. Nel 1854 il suo patrimonio comprendeva 12 terreni, una stalla e 2 cantine. I confratelli, vestiti con un sacco nero, accompagnavano i defunti alla sepoltura nella chiesa di Santa Maria, usata come cimitero fino al 1873. Sappiamo che la confraternita possedeva una reliquia del Santo che il cappellano aveva il compito di far baciare ogni 29 agosto, giorno della festa solenne, che ricordava la decollazione di San Giovanni, festa della quale si occupava sempre il sodalizio. Intorno alla metà del 1900 la Chiesa di Santa Maria venne dichiarata inagibile, così la congregazione si trasferì presso la Chiesa di San Filippo, ma perse molti iscritti.
(di Claudia Chiereletti)
